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SALUTE

Attacco di panico e agorafobia: farmaco e cura















Un attacco di panico  vene definito “periodo distinto di intensa paura” accompagnato da:

  • palpitazioni
  • tachipnea
  • tremore
  • sudorazione
  • senso di soffocamento.





Il disturbo è caratterizzato dalla comparsa spontanea e inattesa degli attacchi, la cui frequenza può variare da diversi episodi in una giornata, a pochi nell’arco di un anno. Spesso il disturbo si accompagna all’agorafobia, cioè la paura di essere da solo in un luogo pubblico, soprattutto se da quel posto sarebbe difficile poter fuggire in condizioni di emergenza. Si pensa che l’agorafobia in questi pazienti sia conseguente alla paura di presentare un attacco di panico in un luogo da cui sia difficile fuggire. Gli attacchi di panico sono spontanei, non c’è una causa scatenante (questo è ribadito nei criteri diagnostici del DSM). Questo è importante per la diagnosi differenziale con la fobia sociale o con fobie specifiche, o con disturbi ossessivo-compulsivi in cui l’impossibilità di eseguire la compulsione può causare una sintomatologia simile all’ attacco di panico. L’attacco dura di solito 20-30 minuti e raramente più di un’ora. I pazienti hanno paura degli attacchi di panico quindi nei periodi intercritici convivono con un’ansia anticipatoria. Spesso i soggetti (generalmente giovani) arrivano al pronto soccorso affermando con insistenza di essere sul punto di morire per un attacco cardiaco. L’iperventilazione inoltre può causare alcalosi respiratoria e altri sintomi per cui può essere utile farli respirare in un sacchetto.






TRATTAMENTO

 






Alprazolam, sertralina, paroxetina sono i tre farmaci approvati dalla FDA per questo disturbo. In genere si è visto che gli inibitori della ricaptazione della serotonina sono più efficaci, ma se si desidera ottenere un rapido controllo dei sintomi è opportuno iniziare con Alprazolam SSRI e poi ridurre progressivamente la benzodiazepina che non verrà quindi usata nel trattamento di fondo ma solo nell’ acuto. Si comincia con 5-10 mg/ die, si porta a 20 in due settimane e se il paziente risulta troppo sedato si cambia il farmaco. I triciclici (imipramina e clomipramina) vengono dopo gli SSRI se questi non funzionano mentre gli IMAO ormai non vengono più usati. Il buspirone da solo non basta ma può essere associato ad altri farmaci.




 



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