Dengue: diagnosi, sintomi, terapia

Che cos’è la febbre Dengue?

La dengue è una malattia febbrile, causata dal virus della febbre rossa inoculato da una zanzara infetta del genere Aedes, caratterizzata da un inizio brusco con cefalea, febbre, prostrazione, algie articolari e muscolari, leucopenia ed una eruzione orticarioide o morbilliforme sincrona alla ripresa della febbre.




Eziologia

L’agente patogeno è un arbovirus. Il virus è trasmesso all’uomo dalle zanzare; può essere messo in evidenza nel sangue dei malati dal giorno che precede la febbre fino al terzo-quarto giorno della malattia. L’immunità acquisita dalla febbre rossa, anche nella forma sintomatica, è di lunga durata per lo stesso tipo di virus ma è di breve durata per gli altri tipi.




Epidemiologia

La dengue è endemica lungo le coste ed i fiumi, soprattutto in estate, nelle zone tropicali e sub- tropicali, in Africa, Asia, America del sud, Australia e nelle isole del Pacifico.

Quali sono i sintomi della dengue?

Dopo un’incubazione di 5-8 giorni compaiono:

  • Febbre
  • Cefalea
  • Iniezione congiuntivale
  • Nausea
  • Vomito
  • Atromialgie intense.

Nei giorni successivi si manifesta un esantema maculoso che inizia al tronco e poi si diffonde al resto del corpo, spesso con prurito palmo-plantare. In alcuni casi compaiono anche petecchie, ma l’evoluzione è  solitamente favorevole, con risoluzione del quadro in una decina di giorni. Talora, tuttavia, la malattia evolve nella forma grave caratterizzata da segni di shock, petecchie e manifestazioni emorragiche. La mortalità può arrivare al 20% dei casi.


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Diagnosi

È possibile isolare il virus nel sangue, ma oggi si ricorre più frequentemente alla ricerca della proteina NS1 e del genoma virale, mediante RT-PCR; è anche diagnosticata la presenza di IgM specifiche nella fase sintomatica. Gli esami ematici evidenziano inoltre leucopenia, piastrinopenia e aumento delle transaminasi; nella forma grave, a causa dell’incrementata permeabilità capillare, è tipico l’aumento dell’ematocrito.

 




Terapia

Non esistono antivirali specifici. Nella forma grave emorragica, la terapia è volta a supportare le funzioni vitali. La profilassi si identifica con la lotta ai vettori.

 

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