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Ipernatriemia



Definizione

 

Si definisce ipernatriemia un aumento della concentrazione plasmatica di sodio (Na > 145 mEq/L) e poiché il sodio è il principale osmole extracellulare, l’ipernatriemia può essere considerata sinonimo di iperosmolarità.

 

Eziopatogenesi

 

L’ ipernatriemia può essere determinata da una relativa carenza di acqua o da un eccesso di sodio. La prima condizione comprende a sua volta due differenti situazioni patogenetiche:

  1. scarso apporto d’acqua libera (alterazioni della coscienza e ridotto senso della sete per lesioni ipotalamiche);
  2. perdita d’acqua libera (perdite cutanee, respiratorie, gastroenteriche, renali). Tra le ipernatriemie da eccesso di sodio devono essere ricordate quelle da causa endocrina (malattia di Cushing,  iperaldosteronismo primario ed aumentata assunzione di sale (orale e parenterale).

Una patologia che spesso viene annoverata tra le cause di ipernatriemia  è il diabete insipido.



Sintomatologia

Le manifestazioni cliniche dell’ ipernatriemia sono principalmente neurologiche e vanno dalla:

  • Sonnolenza
  • Debolezza
  • Irritabilità
  • Letargia
  • Ottundimento
  • Irritabilità
  • Ipereccitabilità neuromuscolare

fino nei casi più gravi a:

  • Spasmi
  • Convulsioni
  • Coma 

Tali sintomi sono legati alla disidratazione dei neuroni, dovuta alla fuoriuscita di acqua dalle cellule cerebrali, provocata dalla iperosmolarità del comparto extracellulare. Oltre ai segni neurologici, possono comparire specifici sintomi e segni di espansione e contrazione del volume extracellulare.



Terapia

Nell’ ipernatriemia da perdita o da carente apporto di acqua libera la terapia consiste nel ripristinare con soluzioni isotoniche un volume plasmatico efficace al fine di mantenere la perfusione tissutale. Soluzioni più diluite per correggere l’ipernatriemia possono essere utilizzate nel momento in cui la perfusione tissutale diventa adeguata; tuttavia è importante correggere tali disturbi molto lentamente per evitare di incorrere in convulsioni, edema cerebrale e nei casi più gravi coma. Per ridurre questi rischi è necessario che la riduzione della niatremia avvenga molto gradatamente, tenuto conto che nella maggior parte dei casi l’ ipernatriemia si manifesta in soggetti anziani e quindi con neuroni più vulnerabili alle variazioni di osmolarità. ​

 

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