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Malattia di Lyme: malattia trasmessa dalle zecche



 

Definizione

 Il morso di una zecca può rappresentare l’inizio di un incubo. Un batterio che infesta questi parassiti, la Borrelia burgdorferi, può infatti essere trasmesso all’uomo provocando la malattia di Lyme, con il suo lungo strascico fatto di mal di testa, dolori articolari, debolezza, disturbi cardiovascolari e neurologici. La malattia di Lyme (o boreliosi di Lyme) è la più frequente infezione trasmessa da zecche in Nord America ed Europa: è causata da uno spirochete del genere Borrelia spp. La malattia di Lyme prende il nome dalla località in cui fu osservata per la prima volta nel Connecticut, su pazienti che manifestavano artrite reumatoide giovanile, chiamata in principio artrite di Lyme, che ne caratterizzava la sintomatologia clinica, ora chiamata malattia di Lyme. Lo spirochete venne successivamente identificato da parte di Burgdorfer e  Barbour nel 1982. La malattia di Lyme viene di solito diagnosticata dal rilievo del quadro clinico caratteristico in associazione alla conferma sierologica.

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Eziologia ed epidemiologia

Il complesso Borrelia burgdorferi sl comprende almeno 18 genospecie che presentano diversa distribuzione geografica e si associano a quadri clinici talora differenti.

La malattia di Lyme è causata da 4 diverse specie di Borrelia:

  • B. burgdorferi sensu lato;
  • B. burgdorferi sensu stricto;
  • B.afzelii
  • B garinii


Le diverse genospecie in causa possono essere all’origine delle differenti presentazioni cliniche osservate in Europa rispetto al Nord America. Si tratta di spirochete di 8-30 micron in lunghezza per 0,2-0,5 mobili. Sono difficili da coltivare e necessitano di terreni specifici. La distribuzione geografica della malattia di Lyme è la seguente:

  • negli Usa la sola causa della malattia e B. burgdorferi senso stricto
  • in Europa sono in causa B.afzelii,  B. garinii e forse B. valaisiana e minor misura B. burgdorfer sensu stricto
  • in Asia B.afzelii,  B garinii

La malattia Lyme costituisce la principale infezioni trasmesse da vettori negli Stati Uniti (con più di 20.000 nuovi casi/anno e in Europa con circa 65.500 casi/anno).  In natura il microrganismo presenta un ciclo enzootico che interessa 14 diverse specie di zecche che appartengono al complesso Ixodes ricinus. 

 

 

Trasmissione



La trasmissione avviene attraverso il morso di una zecca infetta del genere Ixodes  in Europanegli USA possono trasmettere la malattia altre specie di Ixodidae  tra cui:

  • I. scapularis 
  • I. pacificus

in Asia il vettore è:

  • I. persulcatus.

Le zecche sono contraddistinte da un ciclo che presenta tre stadi di sviluppo e si protrae per 1-2 anni: larva. ninfa e stadio adulto, ognuno dei quali richiede un pasto ematico che dura alcuni giorni per lo sviluppo. Gli studi epidemiologici  di sorveglianza è più recenti indicano che hanno roba da prevalenza media di infezione delle zecche da parte di Borelli aspp e del 13,7%. e, la maggiore prevalenza si osserva in Europa centrale Austria Germania Repubblica Ceca Slovenia Svizzera e Slovacchia

La prevalenza della malattia di Lyme è osservata negli USA dove ha incidenza di 6-8 /100.000 abitanti; in  Italia sono stati descritti in quasi tutte le regioni in particolare Trentino-alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia.

Serbatoio della malattia sono roditori ed altri mammiferi (cervidi). Il ciclo vitale si svolge nell’ambito degli animali portatori degli spirocheti. Le larve di zecca (99% indennità da Borrelia) alla nascita si nutrono su topi e ratti (che sono infetti per tutta la vita, peraltro senza malattia), in occasione del primo pasto di sangue si infettano; dopo il pasto la larva si stacca e cade nel terreno da dove riemerge in primavera come ninfa infettante; a questo punto è in grado di trasmettere l’infezione ad altri roditori e mammiferi suscettibili, tra cui l’uomo.

Il 90% delle infezioni sono trasmesse dalle ninfe, attive soprattutto in tarda primavera e inizio estate, mentre il 10% dei casi consegue al morso della zecca adulta, attiva soprattutto a fine estate e nei giorni caldi dell’autunno. La trasmissione avviene tardivamente nel corso del pasto ematico, di solito dopo 48-72 ore di permanenza​.

Manifestazioni cliniche

Nella malattia di Lyme si distinguono 3 stadi:

  • precoce localizzato
  • precoce disseminato
  • tardivo disseminato

Il primo stadio (precoce localizzato) si verifica nell’ 80% dei casi; si manifesta da 4 a 60 giorni dopo l’inoculazione, è caratterizzato da:

  • febbre
  • mialgia
  • astenia
  • eritema cronico migrante (EM classico di questa malattia

L’eritema appare come un’area arrossata il cui centro tende a schiarirsi (lesione a bersaglio) e che tende gradualmente a espandersi (migrante) fino a un diametro di 20 cm, sovente singola ma talvolta multipla, corrisponde alla sede di inoculazione. E’ diagnostico, può essere il solo sintomo della malattia. Sede più frequente:

  • regione inguinale
  • ascelle
  • fossa poplitea
  • vita

 

non doloroso può talora prudere o causare sensazione di bruciore.

Il secondo stadio (precoce disseminato) inizia da alcune settimane a mesi dopo l’infezione. Si osservano multiple lesioni eritematose intorno alla sede di inoculazione, associate a manifestazioni extracutanee.

 

Neurologiche:

  • cefalea
  • meningite linfocitaria
  • paralisi faciale unilaterale o bilaterale
  • radiculopatia
  • neuropatia periferica
  • radiculopatia
  • neuropatia periferica
  • monoeuropatia multipla
  • atassia cerebellare (rara)

La classica triade consiste in:

  • meningite
  • neuropatia cranica
  • radiculoneuropatia sensitivo/motoria

 

Cardiache

(8/10% dei casi non trattati in USA 0,3-0,4% in Europa): possono essere il solo aspetto evidente della malattia; i pazienti possono essere asintomatici o presentare:

  • sincope
  • palpitazione
  • dolore toracico
  • dispnea
  • ECG, anormalità di conduzione

Oculari

  • congiuntivite (10%)

Altre molto più rare:

  • cheratite
  • iridociclite
  • vasculite retinica
  • coroidite
  • neuropatia ottica
  • uveite

In Europa è descritto il linfocitoma, che consiste in una lesione singola rosso-bluastra, edematosa, del diametro di alcuni centimetri e che si estingue spontaneamente.

 

Il terzo stadio (tardivo disseminato) si manifesta da tre mesi a anni dopo l’infezione. Si presenta con sintomi articolari o neurologici.

  1. Artrite delle grandi articolazioni. L’artrite è intermittente o persistente, a carico delle grandi articolazioni (soprattutto del ginocchio).
  2. Manifestazioni neurologiche (rare). Encefalopatia moderata, neuropatia periferica encefalomielite.
  3. Manifestazioni cutanee. Acrodermatitis chronica atrophicans sulla faccia estensoria delle mani o dei piedi; da una fase di edema di colorito rosso-bluastro, le lesioni evolvono allargandosi e atrofizzandosi.


Diagnosi

La diagnosi per la malattia di Lyme presuppone il sospetto clinico (attenzione perché molte volte i pazienti non ricordano la puntura della zecca) e la corretta valutazione delle manifestazioni; gli esami sierologici (Elisa,Western blot) permettono di confermare il sospetto diagnostico. L’anamnesi deve essere accurata: devono essere ottenuti i dettagli del viaggio, delle attività svolte, eventuali osservazioni della zecca e devono essere poste precise domande su precedenti manifestazioni cutanee consistenti con la malattia.

Diagnosi clinica e sierologica

La diagnosi di malattia di Lyme  è clinica nella prima fase, sierologica successivamente. Due terzi dei pazienti con malattia di Lyme sono sieronegativi quindi, in presenza di quadro clinico  e anamnesi epidemiologicamaente consistente o positiva per contatto con zecca, il trattamento si impone. Nei pazienti con malattia di Lyme disseminata precoce o  tardiva la diagnosi risiede su un quadro clinico compatibile associato ad anamnesi positiva di soggiorno in aree endemiche e presenza di anticorpi. L’assenza di una storia di EM non esclude l’infezione.

La malattia di Lyme  non deve essere diagnosticata soltanto sulla base di un dato sierologico in assenza di una evidenza epidemiologica di esposizione e di un quadro clinico compatibile. Non deve essere fatta diagnosi di malattia di Lyme in quadri clinici complessi soprattutto se mancano  segni obiettivi di danno d’organo di infiammazione.

Sierologia

Nelle fasi precoci, le sierologie possono essere negative; pertanto, in caso di sospetto clinico, la ricerca degli anticorpi deve essere ripetuta. Gli anticorpi possono essere presenti anche anni dopo che l’infezione è stata curata, la sierologia deve essere sempre valutata con attenzione sulla base della storia clinica del paziente.


Prevenzione

Nelle aree endemiche , durante i mesi estivi è buona norma impiegare indumenti protettivi (pantaloni lunghi e camicia a maniche lunga) quando si effettuano escursioni in zone boschive o con erba alta; è inoltre opportuno al rientro dall’escursione effettuare un’attenta ispezione di tutto il corpo alla ricerca di eventuali zecche attaccate.

Per riassumere:

Sono importanti le seguenti precauzioni per non essere morsi dalle zecche:

  • repellenti
  • vestiti coprenti
  • ricerca di eventuali zecche sulla pelle dopo soggiorno in aree dove queste sono presenti  (boschi, prati);

Le zecche che rimangono attaccate per meno di 24 ore raramente trasmettono la malattia di Lyme.

 

Valutazione del morso di zecca

 

In caso di puntura di zecca sono da considerare alcuni aspetti: 

  • il genere di zecca in causa: solo le zecche del genere Ixodes trasmettono la malattia;
  • stadio di sviluppo della zecca: adulti e ninfe trasmettono la malattia;
  • effettivo morso di zecca e durata: se il morso è durato meno di 36-48 ore è molto improbabile che la zecca abbia potuto trasmettere la malattia di Lyme.

Rimozione della zecca

Per la rimozione della zecca valgono le indicazioni fornite dal Ministero della Salute:

  • La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle e rimossa tirando dolcemente, cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione.
  • Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. Disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato.
  • Evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate.
  • Spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile.
  • Distruggere la zecca, possibilmente bruciandola.

Terapia

La terapia delle manifestazioni precoci della malattia di Lyme si avvale dell’impiego di antibiotici somministrati per per 3-4 settimane. Quando la malattia di Lyme viene diagnosticata in modo rapido, soprattutto nei bambini,  è quasi sempre curabile. Anche l’eruzione cutanea scompare dopo qualche giorno l’inizio del trattamento ma altri segni possono restare per diverse settimane. 


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Rickettsiosi-Wikipedia 

Rickettsia rickettsii.jpg


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Bibliografia


  •  V. Gai,G.Agnelli e C.Busti, Medicina d’urgenza, Pratica e Progresso II edizione, Settembre 2013
  • Ministero della Salute
  • Omar, Osservatorio malattie rare)
  • M.Moroni, S. Antinori, V. Vullo, Manuale di Malattie Infettive, Agosto 2015

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