Meningiti batteriche acute: cause, sintomi, cure




Le meningiti batteriche acute sono infezioni batteriche acute caratterizzate da un'infiammazione dell'aracnoide (una delle tre meningi situata tra la dura madre e la pia madre), e della pia madre (meninge più interna), da una sindrome meninge
Meningite batterica

Definizione

 

Le meningiti batteriche acute sono infezioni batteriche acute caratterizzate da un’infiammazione dell’aracnoide (una delle tre meningi situata tra la dura madre e la pia madre), e della pia madre (meninge più interna), da una sindrome meningea e da un liquido cefalorachidiano che contiene un gran numero di polimorfonucleati spesso alterati. Le meningiti batteriche sono estremamente gravi e rappresentano un’ emergenza clinica. La loro incidenza è di 5-10 casi /100.000 adulti nei paesi industrializzati, e può essere molto superiore nei paesi in via di sviluppo. A livello mondiale, Neisseria meningitidis  (meningococco), Streptococcus pneumoniae  (pneumococco) ed  Haemophilus influenzae  di tipo B (Hib) sono i patogeni più frequentemente isolati, con un’incidenza variabile a seconda dell’area geografica e dell’età dei pazienti. L’introduzione dei vaccini coniugati ha radicalmente modificato l’epidemiologia delle meningiti batteriche acuta nei paesi occidentali negli ultimi 20 anni​.




Manifestazioni cliniche

 

La meningite batterica acuta è caratterizzata clinicamente da:

  • Febbre e cefalea ed è spesso accompagnata da alterazioni cognitive. La cefalea è intensa, gravativa, esacerbata  dagli stimoli sensoriali, spesso associata a fotofobia.
  • Le contratture muscolari, dovute allo spasmo riflesso dei muscoli paravertebrali indotte dalla flogosi meningea, condizionano la presenza di numerosi segni neurologici.
  • Il più caratteristico di questa è la rigidità nucale (rigor nucalis) che, in presenza di febbre, e quasi patognomonico di meningite: la rigidità del collo è tale per cui risulta impossibile o quasi flettere, anche passivamente, il capo sul tronco.
  • In circa la metà dei casi sono presenti  il segno di Brudzinski: a paziente supino la flessione passiva del capo scatena una brusca flessione degli arti inferiori.
  • Segno di Kernig: il paziente è  incapace di porsi a sedere sul letto senza flettere contemporaneamente le ginocchia. Nei casi più gravi il paziente assume una posizione tipica “a cane di fucile”.

Le alterazioni delle funzioni cerebrali sono:

  • Confusione
  • Allucinazioni
  • Deliri e compromissione dello stato di coscienza.

Un terzo circa dei pazienti manifesta  episodi di:

  • Vomito a getto
  • Crisi epilettica

Nel 10-20% dei casi insorgono:

  • Paralisi dei nervi cranici o altri segni neurologici focali.

Con il progredire della malattia compaiono generalmente segni tipici di:

  • Ipertensione endocranica grave
  • Bradicardia
  • Ipertensione arteriosa
  • Midriasi pupillare non reattiva
  • Postura decorticata ( rigida con le gambe tese, i pugni chiusi e le braccia piegate per tenere le mani sul petto)
  • Coma 




Diagnosi 

La diagnosi clinica di meningite batterica acuta, agevole nei casi conclamati, può essere difficile negli anziani, nei bambini e negli ospiti immunocompromessi, per l’incapacità sviluppare una risposta infiammatoria adeguata. Nell’anziano l’esordio può essere insidioso con segni di flogosi meningea e febbre poco pronunciati ma frequentemente accompagnato da episodi confusionali. Nella prima infanzia, specialmente nel periodo neonatale, il quadro sintomatologico può non essere vocativo di un processo meningeo e apparire indistinguibile da una comune infezione sistemica. Il neonato diventa soporoso, ipotermico, e frequentemente insorgono convulsioni sotto forma di apnee protratte. Gli elementi di maggiore sospetto sono il cambiamento improvviso degli atteggiamenti abituali, la presenza di un pianto acuto (pianto meningeo), alterazione dello stato di coscienza.

 

Esami diagnostici

 

La raccolta accurata e mirata dell’anamnesi, così come l’esame obiettivo, deve portare, in caso di meningite batterica acuta, all’identificazione dei sintomi e dei segni caratteristici. Tra le indagini ematochimiche di routine, l’esame emocromocitometrico rivela solitamente una marcata leucocitosi neutrofila, anche se questo può essere meno evidente nelle fasi precoci della meningite, e un aumento altrettanto marcato dei valori di proteina C reattiva (PCR) e di alti indici di flogosi. Il sospetto di meningite batterica acuta deve portare inoltre all’esecuzione di emocolture, poiché la meningite si accompagna spesso a sepsi, che consentono l’identificazione di microrganismi responsabili nel 50-80% dei casi di meningite.

Esame del liquor cefalorachidiano

Per la diagnosi di meningite batterica acuta, tuttavia, in particolare per ottenere una diagnosi eziologica, è indispensabile effettuare l’esame del liquor cefalorachidiano, mediante rachicentesi. L’esame chimico fisico del liquor evidenza generalmente pleiocitosi neutrofila, aumento della proteinorrachia e riduzione della glicorrachia. L’analisi qualitativa delle cellule presenti nel liquor fornisce informazioni importanti per la diagnosi differenziale tra meningite batterica e virale o di altra natura, per esempio tubercolare o fungina.




Terapia

La meningite batterica acuta è un’urgenza medica con elevata mortalità, specialmente nei casi diagnosticati in modo tardivo, trattati tardivamente e in modo inappropriato. La rapidità della diagnosi  e l’immediato inizio della terapia antibiotica rappresentano gli elementi più importanti in grado di influenzare favorevolmente la prognosi. Il trattamento usuale per la meningite acuta è la somministrazione precoce di farmaci antibiotici e, talvolta, antivirali. In alcune situazioni si può anche ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi per prevenire i danni derivanti dalla risposta infiammatoria.

 

 

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