Sonnambulismo


SONNAMBULISMO: DI COSA SI TRATTA?

Il sonnambulismo appartiene insieme ai risvegli confusionali e al terrore notturno, al gruppo dei disturbi dell’arousal  ed è caratterizzato da episodi di pochi minuti di atti motori complessi con una componente ambulatoria, deficit dello stato di coscienza e della capacità di giudizio. I disturbi dell’arousal  presentano alcune caratteristiche comuni, quali la frequenza e storia familiare positiva (indicativa di una componente genetica), la tendenza a manifestarsi durante gli stadi 3 e 4 del sonno NREM (primo terzo del ciclo di sonno, raramente nel sonnellino) e la maggior prevalenza nell’infanzia con progressiva diminuzione all’avanzare dell’età. Il sonnambulismo colpisce i bambini con una frequenza di 1-17% , con un picco intorno agli 11-12 anni, per poi arrivare al 2,5% negli adulti.



CAUSE

Come tutti i disturbi dell’arousal, il sonnambulismo può essere scatenato da alcuni fattori quali:

  • malattie febbrili
  • alcol
  • precedente deprivazione di sonno
  • stress emotivo
  • farmaci (sedativi ipnotici), carbonato di litio, tranquillanti minori, stimolanti antistaminici, più frequentemente se assunti in associazione.

In alcuni casi l’ attacco di sonnambulismo può essere indotto nei bambini normali e nei soggetti predisposti risvegliandoli  durante il sonno a onde lente.

DIAGNOSI



L’ EEG , registrato durante il sonno di questi pazienti, evidenza una particolare stabilità del sonno NREM con una commistione di attività lenta e rapida: tale quadro costituisce la tipica caratteristica microstrutturale delle parasonnie correlate al sonno delta e potrebbe avere un ruolo significativo nello scatenamento degli episodi motori notturni anormali.

TRATTAMENTO

Data l’elevata prevalenza di questi disturbi nella popolazione generale, l’attenzione clinica andrebbe limitata ai casi in cui tali fenomeni risultino estremamente disturbanti, o presentino caratteristiche insolite o infine che si mostrino potenzialmente pericolosi o violenti: sono noti casi di autodefenestrazione nel corso dell’episodio. si ricorda infatti che talora queste manifestazioni motorie notturne automatiche assumono la forma di comportamenti specializzati (deambulazione, assunzione di cibo, attività sessuale).Spesso, non è necessario alcun trattamento: la rassicurazione sulla natura generalmente benigna degli episodi, sulla mancanza di significato psicologico e sulla tendenza a diminuire col tempo  di solito è sufficiente. La terapia farmacologica è generalmente è basata su benzodiazepine, antidepressivi triciclici e SSRI. Il trattamento non farmacologico, come l’ipnosi, la psicoterapia e il rilassamento progressivo, può dimostrarsi utile nel trattamento a lungo termine. Il risveglio anticipato,  programmato dopo l’inizio del sonno, risulta utile nel trattamento del sonnambulismo nel bambino.


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