Glaucoma ad angolo aperto

Il glaucoma ad angolo aperto è tipico dell’età adulta e viene definito come glaucoma cronico primario ad angolo aperto. 
E’ spesso bilaterale con andamento progressivo, si presenta con un angolo aperto e non ci sono in genere altre cause esterne che facciano pensare ad una forma secondaria ed è per questo definito primario. Il glaucoma ad angolo aperto si evidenzia con un danno al nervo ottico e al campo visivo. Ha la caratteristica di essere un quadro asintomatico e per tale motivo dopo i 40-45 anni sarebbe auspicabile se non d’obbligo fare una visita oculistica almeno ogni due anni

 

Epidemiologia glaucoma ad angolo aperto

La prevalenza è di circa l’ 1%  della popolazione generale e colpisce maggiormente al di sopra dei 40 anni, al di sopra dei 75 anni raggiunge una prevalenza del 5%, inoltre il 15% dei pazienti con glaucoma ad angolo aperto svilupperà cecità. Come esito finale della patologia dal punto di vista epidemiologico esiste una distribuzione geografica peculiare che dimostra come il glaucoma ad angolo aperto sia più diffuso nei soggetti di razza nera e soprattutto orientali. 

Sono stati anche identificati dei geni che possono essere responsabili del quadro clinico, per cui è possibile inquadrare attraverso uno studio genetico le alterazioni genetiche responsabili della produzione di alcune proteine strutturali come la miocillina che si trovano nel contesto della testa del nervo ottico. Questi studio oggi sono abbastanza confermati anche se in realtà resta scarso un approccio genetico nella diagnosi del glaucoma.

 

 

 

 Caratteristiche cliniche 

 

 

Riduzione del campo visivo: una riduzione della capacità di vedere oggetti o persone che si trovano al di fuori del punto di fissazione, localizzati  in quella porzione di spazio che il nostro occhio percepisce intorno al punto di fissazione. 
Molto spesso tali  segni-sintomi sono associati ad una pressione dell’occhio (tono oculare) elevata cioè pari o maggiore a 22 mm Hg. In un minor numero di casi il glaucoma è associato a valori pressori praticamente normali (pari o minori di 21 mmHg).

Il glaucoma  ad angolo aperto è asintomatico, il paziente glaucomatoso quindi non ha modo di avvertire la presenza del glaucoma, presenta una vista eccellente, mancano disturbi irritativi l’occhio non è rosso. Tutto ciò costituisce un grosso problema nella diagnosi precoce e può capitare che passi molto tempo prima che il paziente si rechi a effettuare una visita oculistica.  Il paziente si può improvvisamente trovare di fronte ad un problema molto grave, un glaucoma in stadio già avanzato. Il glaucoma ad angolo aperto comincia ad essere avvertito solo quando pur avendo un’ acuità visiva ci si accorge di sbattere contro degli ostacoli (stipiti, porte,mobili ecc..). Se non diagnosticato per tempo può provocare la cecità. 

 

Una volta effettuata la diagnosi non ci si trova  di fronte a 
dei rischi immediati ma il rischio della malattia va valutato a 
lungo termine. Molto dipende dallo stadio al momento della diagnosi. Infatti se fosse molto avanzato potrebbe esistere un maggiore rischio di peggioramento ed un eventuale progressione verso la cecità anche a breve termine.

Gli esami oculistici di base comprendono una valutazione del bulbo oculare, un esame del fondo oculare, in particolare della struttura eventualmente interessata dal processo glaucomatoso 
(la papilla ottica), e una misurazione della pressione intraoculare.

 

Fattori di rischio 

 

  •  Elevato livello della IOP ( un fattore importante ma non esclusivo, infatti si può presentare anche glaucoma con pressione normale);
  • familiarità (che va valutata attentamente); 
  • razza nera (esordio precoce e prevalenza maggiore); 
  • età; 
  • patologie cardiovascolari (ci può essere interferenze tra ipertensione e irrorazione del nervo ottico) sia l’ipertensione che l’ipotensione sono dei fattori favorenti il glaucoma;
  • difetti rifrattivi come la miopia e poi anche altri fattori meno comuni.

I fattori di rischio inoltre possono essere classificati in fattori di rischio oculari e generali.

 I fattori di rischio oculare sono:

  •  aumento della IOP
  • cornea sottile 
  • sclera sottile 
  • miopia elevata. 

Fattori di rischio generali sono legati a:

  • familiarità
  • etnia
  • sesso
  • fattori genetici
  • uso di farmaci come corticosteroidi.

Il glaucoma diagnosticato per tempo è controllabile ed è possibile evitare la progressione del glaucoma verso la cecità ma è impossibile recuperare quella parte di funzione visiva già persa al momento della diagnosi, le alterazione a carico del campo visivo rimangono tali. La capacità curativa del trattamento varia a seconda dello stadio del glaucoma, è maggiore quando il glaucoma si trova in una fase iniziale, mentre sembra essere minore quando si trova  in una fase avanzata.

 

 

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