Complicanze acute del diabete-coma iperosmolare

Coma iperosmolare

 



Coma  ipersmolare o stato iperglicemico iperosmolare non chetosico è una complicazione relativamente  rara che compare preferenzialmente nei pazienti con DM di tipo 2. Si ritiene che il momento scatenante sia un ridotto apporto esogeno di liquidi. La diuresi osmotica determina uno stato di disidratazione che non viene compensato. L’ipovolemia (riduzione del volume di sangue circolante) che ne consegue porta una progressiva riduzione del filtrato glomerulare, che peggiora l’iperglicemia poichè non è più possibile l’escrezione renale di glucosio. Il quadro clinico è caratterizzato da:

  • grave iperglicemia 
  • iperosmolarità plasmatica disidratazione in assenza di chetoacidosi




– 


Nell’arco dei giorni compaiono o si aggravano:

  • poliuria 
  • polidipsia 






Successivamente si manifestano segni di interessamento del SNC, che variano da un obnubilamento del sensorio al coma.


Abbastanza frequentemente sono presenti anche episodi:

  • compulsivi, focali o generalizzati. 


Spesso il coma iperosmolare è preceduto da patologie:

  • cerebrovascolari
  • episodi infettivi
  • da manovre invasive, quali la dialisi peritoneale o la nutrizione parenterale, o dall’assunzione di farmaci, quali diuretici, i glucocorticoidi, gli immunosoppressori e la fenitoina.


Gli esami di laboratorio dimostrano la presenza di una marcata iperglicemia con valori compresi tra i 600 e 2400 mg/dl in media 1000 mg /dl. 

 

TERAPIA

 

Poiché il tasso di mortalità nel coma iperosmolare  raggiunge il 50%, è necessario intervento terapeutico tempestivo e intensivo.

 

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