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Orticaria: cause, sintomi,trattamento


Generalità

L’orticaria fa parte di un gruppo eterogeneo di malattie. Tutti i tipi e i sottotipi di orticaria sono caratterizzati da un comune caratteristico pattern che prevede lo sviluppo di lesioni cutanee orticarioidi e/o angioedema.  L’orticaria molto frequentemente è caratterizzata da pomfi, ossia chiazze eritemato-edematose rilevate fortemente puriginose e fugaci. L’angioedema è caratterizzato dalla comparsa improvvisa di una tumefazione a carico del derma e del sottocute, a volte può essere presente dolore piuttosto che prurito. Frequente è l’interessamento delle membrane mucose, la risoluzione in questi casi è più lenta con una durata fino a 72 ore. 

Diagnosi

A causa dell’ eterogeneità dell’orticaria e dei suoi diversi sottotipi, la valutazione complessiva del paziente dovrebbe comprendere un’anamnesi accurata, esame obiettivo e l’esclusione di condizioni patologiche di tipo sistemico attraverso l’esecuzione di esami di laboratorio di primo livello. Utili possono essere i test di provocazione specifici, ad esempio una dieta ricca di pseudo allergeni (in ambito ospedaliero). Gli esami di laboratorio sono utili per l’identificazione delle cause alla base del’orticaria cronica spontanea.  Procedure diagnostiche  più estese dovrebbe essere rivolte solo a quei pazienti la cui storia clinica è caratterizzata da episodi ricorrenti di orticaria di lunga durata. Pertanto, ai fini di un corretto inquadramento diagnostico, potrà essere utile rivolge al paziente dal paziente determinati questi:

  •  tempo di insorgenza della malattia
  • frequenza e durata dei pomfi;
  • variazione diurna;
  • il verificarsi in concomitanza di viaggi e/o contatto con persone straniere;
  • forma, dimensione e distribuzione dei pomfi;
  • associazione ad angioedema; 
  • sintomi soggettivi associati a prurito o dolore;
  • familiarità per orticaria;
  • storia personale positiva per atopia;
  • pregressa diagnosi di allergie e infezioni;
  • fattori psicosomatici o malattie psichiatriche;
  • esercizio fisico;
  • uso di farmaci FANS (iniezioni, vaccinazioni, ormoni, lassativi, supposte ecc..);
  • correlazione osservata al cibo;
  • fumo;
  • precedente terapia e la risposta alla terapia.


Cause

L’orticaria è scatenata da numerosi stimoli di natura chimico-fisica, non sempre facilmente individuabili. Nella grande maggioranza dei casi l’ orticaria comune è di:

Natura alimentare da:

  • arachidi
  • uova
  • latte
  • crostacei ecc..

Medicamentosa da:

  • penicillina
  • farmaci antinfiammatori non steroidei 
  • aspirina
  • aniconvulsivanti
  • anidiabetici

Punture e morsi di insetti:

  • vespe
  • api


 L’orticaria può manifestarsi in tutte le età. Le cause di orticaria cronica non sembrano essere diverse tra bambini e adulti. Tuttavia, sembra che vi siano differenze nella frequenza di alcune delle cause di fondo. In realtà è noto che le differenze tra le cause alla base di orticaria nei bambini adulti sono minime, ciò indica che l’approccio diagnostico deve quindi essere lo stesso degli adulti. La diagnosi di orticaria è  principalmente clinica. Le indagini si devono basare su risultati anamnestici che non devono essere eseguite in tutti i pazienti pedissequamente.

Azione dell’istamina

Le manifestazioni cliniche sono legate all’azione dell’ istamina che è il mediatore liberato dai mastociti nella reazione antigene-anticorpo. L’istamina è in grado di determinare la dilatazione e l’aumento di permeabilità dei capillari, delle vene e delle arteriole. La liberazione di istamina dai mastociti può prodursi attraverso meccanismi immunologici e non immunologici. Ciò può essere la conseguenza del legame di un antigene con immunoglobuline della classe IgE, come nell’ orticaria da inalanti o nelle reazioni immediate (entro 30′) o accelerate (da 2 a 72 ore) da penicillina.

Trattamento

Il trattamento in oltre il 40% dei pazienti ospedalizzati con orticaria mostra una buona risposta agli antistaminici, che rappresenta il farmaco di prima scelta. E’ prassi comune quella di aumentare la dose degli antistaminici di seconda generazione, nei casi in cui i benefici potenziali sono considerati superiori agli eventuali rischi. Le terapie immunomodulanti devono essere limitate a quei pazienti che non hanno risposto al trattamento convenzionale ottimale. La qualità della vita nei pazienti con orticaria possono risultare severamente implicate seppur in maniera differente a seconda del quadro clinico, pertanto è necessario un approccio individuale. I fattori scatenanti dovrebbero essere identificati ed evitati per quanto possibile, così come eventuali patologie associate devono essere trattate.  Dal momento che la gravità  può essere variabile e la remissione spontanea può verificarsi in qualsiasi momento, è importante rivalutare il trattamento farmacologico almeno ogni 3-6 mesi​. Nei casi in cui non è possibile identificare e rimuovere i fattori scatenanti, si ricorre ad un trattamento sintomatico. A livello locale potranno essere di qualche beneficio nelle forme localizzate impacchi con acqua fredda o con ghiaccio. 

 

 

 

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