Cannella di Ceylon



 

Vale tanto oro quanto pesa..

 





In passato la cannella, come tutte le spezie che si rispettino, aveva prezzi elevatissimi. Nel primo secolo d. C. lo studioso latino Plinio il Vecchio scrisse che una libbra (350 g circa) di cannella costava 1000 denari, l’equivalente cioè di 5 kg di argento. Sembra che la provenienza della cannella fosse appositamente ammantata di mistero per giustificarne il prezzo alto.
Nel V secolo Erodoto cita le vicinanze di Nosa, fantomatica città dell’Arabia e luogo di nascita del dio Dioniso, come luogo di provenienza della cannella, e nelle storie scrisse:`”Grandi volatili trasportano questi fuscelli […]  per i loro nidi costruiti con fango a ridosso di Monti scoscesi dove un uomo non può assolutamente salire. Per recuperare i preziosi rametti gli arabi ricorrevano a uno stratagemma; mettevano dei pezzi di bestie da soma morte ai piedi delle montagne. Gli uccelli (che evidentemente non erano delicati usignoli) li raccoglievano e li portavano nei loro nidi, che cedevano sotto il peso eccessivo e precipitavano a valle.
Bisognerà aspettare Teofrasto, il padre della botanica, per sapere che la cannella cresceva su cespugli, che però prosperavano in burroni pieni di serpenti morti.
Svariati erano gli usi cui si destinava la cannella. Con il suo olio gli ebrei (che la chiamavano quinmamon, come i latini: il nome cannella deriva dal latino medievale) preparavano preziose miscele per il loro rituali religiosi; i Romani adornavano con corone di cannella i templi del Campidoglio; i cinesi aromatizzavano bevande;  i medici medievali curavano tosse e mal di gola.
In pieno Rinascimento Nostradamus vendeva un filtro d’amore chiamato “di Medea”, i cui ingredienti oltre alla cannella, erano sangue di passero maschio, ventosa di piovra, mandragora, ambra grigia, vino di Creta, garofano, e così via.
Forse non sarà stato molto buono, però conferma che la cannella e il garofano sono effettivamente considerati afrodisiaci.

 

La cannella regina 





E’ un altro nome della cannella di Ceylon (e definisce la sua superiorità rispetto a quella cinese, meno pregiata), che è un albero sempreverde di cui si usano i polloni privati della corteccia esterna sugherosa. Oggi non ha più un prezzo superiore a quello dell’argento, e gode di un ampio spazio in cucina nella preparazione di dolci.
I golosi, che forse avranno già pensato alla panna montata spolverizzata di cannella, provino a tostare del pane, infornarlo e cospargerlo ancora caldo con la dolce polvere… ricetta semplice ma efficace. Tanto più che la cannella al pari delle erbe dotate di un forte aroma, è un valido antisettico: combatte la febbre, l’influenza e le infezioni intestinali, ed è benefica per l’ apparato genitale maschile e femminile.
Volete un rimedio gradevole contro gli stati influenzali e febbrili?
Ecco il classico vin brulè, utile anche per scaldarsi nelle fredde serate invernali. Fate bollire il vino rosso con la scorza di limone e di arancia, chiodi di garofano, cannella e zucchero. Ma non esagerate con la cannella, perché anche stimolante.
L’olio essenziale serve per inalazioni contro le affezioni alle vie respiratorie  e per i massaggi. Per sciogliere le contratture muscolari e stimolare la circolazione diluite 1 o 2 gocce in olio di mandorle; massaggiate una volta al giorno per qualche giorno.



Specie utilizzata: Cinnamomum zeylanicum

Famiglia: Lauraceae

Provenienza: Ceylon

Parti usate: corteccia dei polloni di 2-3 anni

Colore dell’olio: giallognolo

Profumo: penetrante

Proprietà: antisettiche, antispasmodiche, stimolanti, vermifughe

Avvertenze: non usare l’olio essenziale in cucina

( Tratto da aromaterapia di Giuliana Lomazzi)



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