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Vertigine parossistica posizionale




 

 

 

DEFINIZIONE

 

La vertigine parossistica posizionale è una malattia alla cui base vi è la presenza di depositi endolinfatici all’interno dei canali semicircolari e che si caratterizza con episodi parossistici di vertigine oggettiva in seguito a movimenti del capo.

 

EPIDEMIOLOGIA

 

La vertigine parossistica posizionale è la più comune causa di vertigine periferica e, forse, la più comune causa di vertigine in assoluto. Si ritiene che abbia un’incidenza pari a 10-150 casi ogni 100.000 per anno, ma è verosimile che questo sottostimi la reale frequenza della malattia; il 20-45% dei soggetti che riferiscono vertigine sono affetti da questa patologia. L’età media di insorgenza è di circa 50 anni, ma non vi è un’età caratteristica (è rara nei bambini). E’ più frequente nel sesso femminile (rapporto 2:1). Ha un’elevata tendenza alla recidiva (20-50% dei casi).


EZIOLOGIA

 

Nella maggior parte dei casi la vertigine parossistica posizionale è una malattia idiopatica. In questi casi il distacco degli otoliti potrebbe essere conseguenza di disordini della mineralizzazione degli otoliti o a una loro minor adesione alle macule. Nel 10% circa dei casi la malattia si instaura in seguito a un trauma cranico che favorirebbe il distacco degli otoliti. Talvolta può manifestarsi in soggetti affetti da malattia di Ménière o emicrania, in seguito a interventi sull’orecchio o alcuni giorni dopo una nevrite vestibolare (sindrome di Lindsay-Hemenway); in quest’ultimo caso si ritiene che alla base vi sia un’ ischemia secondaria a ostruzione dell’arteria vestibolare anteriore.


SINTOMATOLOGIA

La sintomatologia è caratterizzata da una vertigine acuta, intensa, parossistica di breve durata 10- 14 secondi, che si manifesta in seguito a movimenti del capo (tipicamente coricarsi o alzarsi dal letto, girarsi sul fianco, guardare in alto). Dopo la vertigine, il paziente ritorna subito a una condizione di benessere (in certi casi può persistere nausea). Solitamente la vertigine parossistica posizionale si instaura durante la notte, (probabilmente favorita dalla posizione clinostatica) e la prima vertigine, in genere molto intensa, si verifica nel corso dei movimenti eseguiti durante il sonno o al momento di alzarsi. La durata media della malattia non trattata è pari a 15 giorni, con forme che durano poche ore a forme che persistono per mesi, seppure con intensità variabile.

 

ESAME OBIETTIVO E MANOVRE DIAGNOSTICHE



L‘esame obiettivo è del tutto normale. La diagnosi di  vertigine parossistica posizionale viene posta eseguendo manovre che consentono di determinare la crisi vertiginosa e il Ny.

Per la diagnosi di canalolitiasi del canale semicircolare posteriore si esegue la manovra di Dix-Hallpike. La rapida assunzione della posizione supina con capo ruotato dal lato sede della malattia evoca una vertigine oggettiva associata a Ny (nistagmo) obliquo-rotatorio geotropo, con una latenza di 10-30 secondi e una durata di 10-40 secondi; il ritorno alla posizione seduta evoca una reazione meno intensa, con direzione del Ny opposta alla precedente. Ripetendo più volte la manovra, la vertigine tende a ridursi fino a non essere più evocabile, ma tale effetto è temporaneo.


ESAMI STRUMENTALI

La prova termica dimostra un deficit vestibolare, omolaterale al lato della malattia, nel 30% dei casi. Tutti gli altri esami audiologici e vestibolari sono normali.

 

TERAPIA

La terapia si basa sull’esecuzione di manovre liberatorie che favoriscono la fuoriuscita dei corpuscoli dal canale semicircolare interessato.

Per la canalolitiasi del canale posteriore le più utilizzate sono:

  • manovra di Semont
  • particle repositioning manoevre di Aply: il capo del paziente, posto nella posizione di Dix-Hallpike viene ruotato progressivamente verso il lato sano fino a portarlo nella posizione di Dix-Hallpike opposta, quindi si fa ruotare anche il tronco e facendo poggiare la spalla sul lettino.

Risultati immagini per manovra di semont

Manovra liberatoria di Semont. Il paziente dalla posizione seduta e gambe fuori dal lettino (1) viene portato rapidamente alla posizione coricata sul lato sede della canalolitiasi (2). Se tale posizione non induce vertigini e nistagmo il capo viene ruotato di circa 45° verso l’alto. Terminata la reazione vestibolare il paziente viene portato nella direzione opposta con un movimento relativamente rapido (3); tale movimento determina una vertigine liberatoria associata a nistagmo apogeotropo.


PROGNOSI

Le manovre liberatorie consentono di ottenere una guarigione nell’80-100% dei casi, anche se talvolta devono essere ripetute più volte. Non vi sono tuttora possibilità terapeutiche di prevenzione per le recidive (gli interventi chirurgici di sezione del nervo singolare o di occlusione del canale semicircolare posteriore trovano applicazione eccezionale a causa del rischio di deficit uditivo).




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