SALUTE

Angiodisplasia: cause, sintomi e terapia




 

 

Che cos’è l’angiodisplasia?

L’angiodisplasia è una condizione medica che coinvolge le anomalie dei vasi sanguigni nel tratto gastrointestinale. In particolare, si riferisce alla dilatazione e alla fragilità dei vasi sanguigni, in particolare delle arterie e delle vene, nella parete dell’intestino. Questi vasi diventano fragili e possono causare sanguinamenti, generalmente nell’intestino tenue o nel colon. L’angiodisplasia può essere causata da diversi fattori, tra cui l’invecchiamento, la pressione alta e alcune malattie vascolari. I sintomi possono includere sanguinamento rettale, anemia, dolore addominale e cambiamenti nelle abitudini intestinali. Il trattamento può comprendere la cauterizzazione dei vasi sanguigni problematici o l’intervento chirurgico in casi più gravi. Colpisce prevalentemente le persone sopra i 60 anni, ma è stata riscontrata in rari casi anche nei bambini e adolescenti.




 

Tipologie di angiodisplasia

 Langiodisplasia può essere di origine congenita o acquisita.
L’angiodisplasia congenita si riferisce a una condizione presente fin dalla nascita. In questo caso, le anomalie dei vasi sanguigni nell’intestino sono presenti sin dall’inizio a causa di uno sviluppo anomalo dei vasi sanguigni durante la fase di formazione del feto. Questa forma di angiodisplasia può essere ereditaria e può essere associata a specifiche malattie genetiche o sindromi.
L’angiodisplasia acquisita, d’altra parte, si sviluppa nel corso della vita di una persona a causa di fattori o condizioni che influenzano i vasi sanguigni. Le cause possibili includono l’invecchiamento, la pressione sanguigna elevata, le malattie vascolari, come l’aterosclerosi o la malattia di von Willebrand, e le condizioni che influenzano il flusso sanguigno nell’intestino, come l’insufficienza cardiaca o la presenza di un aneurisma.
 
 



 

 

Sintomi e segni di Angiodisplasia

 

I sintomi e i segni dell’angiodisplasia possono variare da persona a persona e dipendono dalla gravità e dalla localizzazione delle lesioni vascolari. Alcuni dei sintomi e dei segni comuni dell’angiodisplasia includono:

1. Sanguinamento rettale: il sanguinamento rettale è uno dei sintomi più comuni dell’angiodisplasia. Può manifestarsi come sangue rosso vivo nelle feci o come emorragie più evidenti, come l’ematochezia (sangue vivo dal retto).

2.Anemia: il sanguinamento cronico causato dall’angiodisplasia può portare a una riduzione dei livelli di emoglobina nel sangue, causando un’anemia da carenza di ferro. L’anemia può causare sintomi come affaticamento, debolezza, pallore e mancanza di respiro.

3. Dolore addominale: in alcuni casi, l’angiodisplasia può causare dolore addominale, specialmente se si verifica un sanguinamento significativo o un’ostruzione dei vasi sanguigni nell’intestino.

4. Cambiamenti nelle abitudini intestinali: alcune persone possono sperimentare cambiamenti nelle abitudini intestinali, come diarrea o feci scure, a causa dell’angiodisplasia e del sanguinamento associato.

5. Sensazione di gonfiore o pienezza: l’angiodisplasia può causare una sensazione di gonfiore o pienezza nell’addome a causa del sanguinamento o delle lesioni vascolari presenti.

6. Vertigini o svenimenti: in casi gravi di angiodisplasia con sanguinamento significativo, può verificarsi una perdita di sangue sufficiente da causare vertigini o svenimenti.





Diagnosi di angiodisplasia

La diagnosi di angiodisplasia coinvolge una valutazione completa che comprende la storia clinica, l’esame fisico e vari esami diagnostici. Alcuni dei metodi diagnostici comunemente utilizzati per rilevare e confermare l’angiodisplasia includono:

1. Endoscopia: la colonscopia e la gastroscopia sono procedure diagnostiche che consentono di visualizzare direttamente l’intestino o lo stomaco utilizzando un tubo flessibile con una telecamera all’estremità. Questo permette al medico di esaminare la parete dell’intestino o dello stomaco alla ricerca di lesioni vascolari, tra cui l’angiodisplasia.

2. Radiografia con mezzo di contrasto: in alcuni casi, può essere eseguita una radiografia con mezzo di contrasto per rilevare anomalie vascolari nell’intestino. Durante questa procedura, viene somministrato un mezzo di contrasto per via orale o rettale e vengono effettuate radiografie per visualizzare l’intestino e le eventuali lesioni vascolari.

3. Angiografia: l’angiografia è una procedura di imaging che coinvolge l’iniezione di un mezzo di contrasto nelle arterie per visualizzare i vasi sanguigni. Può essere utilizzata per identificare specifiche anomalie vascolari e determinare la loro localizzazione e gravità.

4. Capsula endoscopica: la capsula endoscopica è una piccola telecamera che viene inghiottita sotto forma di pillola e che registra immagini dell’intestino mentre attraversa il tratto gastrointestinale. Questa procedura può essere utilizzata per rilevare eventuali lesioni vascolari o altre anomalie nel tratto gastrointestinale superiore e inferiore.

5. Esami del sangue: gli esami del sanguepossono essere eseguiti per valutare i livelli di emoglobina e di ferro nel sangue, al fine di identificare eventuali segni di anemia da carenza di ferro associata all’angiodisplasia.





Come si cura l’angiodisplasia

Il trattamento dell’angiodisplasia dipende dalla gravità dei sintomi, dalla localizzazione delle lesioni vascolari e dalle condizioni cliniche individuali del paziente. Alcune opzioni di trattamento comuni per l’angiodisplasia includono:

1. Terapia endoscopica: durante una colonscopia o una gastroscopia, il medico può utilizzare strumenti specializzati per trattare le lesioni vascolari nell’intestino o nello stomaco. Questo può includere la coagulazione elettrotermica o la scleroterapia, che mirano a chiudere i vasi sanguigni danneggiati per prevenire il sanguinamento.

2. Terapia farmacologica: in alcuni casi, possono essere prescritti farmaci per controllare il sanguinamento o ridurre la frequenza dei sintomi. Ad esempio, possono essere somministrati farmaci che aumentano la coagulazione del sangue o che riducono la pressione sanguigna per ridurre il rischio di sanguinamento.

3. Terapia con laser o elettrocauterizzazione: in alcune situazioni, il medico può utilizzare la tecnologia del laser o l’elettrocauterizzazione per trattare le lesioni vascolari. Questi metodi mirano a distruggere o chiudere i vasi sanguigni danneggiati per prevenire il sanguinamento.

4. Terapia di ablazione: la terapia di ablazione utilizza calore o energia per distruggere le lesioni vascolari. Questo può essere fatto utilizzando radiofrequenza, crioterapia o altre tecnologie.

5. Intervento chirurgico: in casi gravi di angiodisplasia con sanguinamento significativo o complicazioni, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere le lesioni vascolari o per riparare i vasi sanguigni danneggiati.




Disclaimer

Le informazioni fornite sono solo a scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo un consulto medico professionale. Si consiglia di consultare sempre un medico o un professionista sanitario qualificato per una valutazione accurata del proprio stato di salute e per ricevere consigli specifici sul trattamento.

 

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