SALUTE

Tumore dell’endometrio

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Il tumore dell’endometriosi presenta soprattutto in donne in post-menopausa( picco tra i 50 e 70 anni).Il tumore dell’endometrio occupail quarto posto tra le cause di cancro nel sesso femminile, dopo il tumore della mammella.



Fattori di rischio tumore dell’endometrio


Tra i fattori di rischio troviamo soprattutto un’ iperstimolazione estrogenica non compensata da una protezione dei progestinici, quindi tutte quelle condizioni associate a questo:menarca precoce, menopausa tardiva, nulliparità, terapia sostitutiva con soli estrogeni.



Obesità 


L’obesità rappresenta un fattore di rischio 5 volte superiore per lo sviluppo del tumore dell’endometrio Le donne con tumore dell’endometrio sono principalmenteobese. E’ stata fatta proprio un’analisi di studi prospettici e si è vista questa correlazione significativa con l’obesità. Andando a studiare tutti i marcatori e i fattori genetici si è visto che in realtà potrebbe spiegarsi con il fatto che nelle donne obese c’è iperinsulinismo.L’iperinsulinismopuò determinare un aumento di alcuni fattori di proliferazione come IGF, che è un importante fattore di crescita che stimola i recettori, anche a livello dell’endometrio e quindi determina un’ iperproliferazione e anche un’ alterazione dellasex- hormone- bind- globuline (SHBG)  che è la globulina che trasporta gli estrogeni; quindi abbiamo da un lato l’alterazione della quota di estrogeni liberi e dall’altro un aumento della proliferazione.













Fattori eredo-familiari


Come nel tumore dell’ovaio: sindrome di Lynch di tipo 2 per deficit del mismatch repair.


Istotipi


Endometrioide è quello più frequente edestrogeno- correlato. 
Il grado di differenziazione è più frequentemente G1 e G2 cioè un buon grado di differenziazione.

Sieroso papillare: 5-10%, quindi meno frequente. e, si presenta in uno stadio più avanzato, localmente avanzato 3 o 4 o metastatico ed ha una prognosi peggiore rispetto a quello endometrioide.

Di prognosi peggiore dovuta ad alterazione di p53 o perdita di espressione di altri fattori come l’ E- caderina. L‘E-caderina  
è un marcatore che troviamo in diversi tipi di tumore,molto aggressivo perché nella progressione tumorale, quindi nella trasformazione in un fenotipo molto aggressivo, EMT, cioè trasformazioneepitelio-mesenchimale,le cellule perdono le caratteristiche epiteliali, tutte le connessioni di membrana e si trasformano come cellule mesenchimali, e quindi una proliferazione più incontrollata e un tumore più aggressivo.


Anche in questi tumori si è vista questa caratteristica

 

  • A cellule chiare
  •  Tumori misti
  • Carcinoma squamoso
  • Tumore indifferenziato
  • Tumore dedifferenziato, che sono quelli che si associano alla sindrome di Linch.



Segni e sintomi









I sintomi principali sono rappresentati da:

 

  • Sanguinamenti anomaliin menopausa o nel periodo intermestruale. 
  • Leucoxantorrea,cioè perdite biancastre a livello vaginale
  • Dolore
  • Segni esintomi da compressione e interessamento di linfonodio di organi a distanza, però sono segni più  tardivi, di diffusione della malattia.

 

Esami diagnostici

 

  • Ecografiatransvaginale
  • Isteroscopia: è fondamentale perché permette la visione diretta della cavità uterina e di eseguire la biopsia.
  • Risonanza magneticaper stadiare il tumore.
  • PET: non viene utilizzata molto ai fini stadiativi, viene utilizzata solo nei casi sospetti o pre-intervento che il chirurgo richiede se sospetta ci sia una compromissione di altri organi.
  • Scintigrafia ossea:si usa esclusivamente se la paziente ha dolori ossei ed è in fase avanzata di malattia.



Terapia

 

Stadio I: negli stadi iniziali il trattamento d’elezione è l’isterectomia più annessiectomia e linfoadenectomia pelvica o estensione lombo-aortica. Il lavaggio peritoneale è anche molto importante per verificare se ci sono cellule di sfaldamento che possono andare a colonizzare anche altri distretti del peritoneo.


Stadio II: vedi primo stadio


Gli interventi inlaparoscopiadanno stesso outcome  rispetto alla laparotomia, quindi in mani esperte dovrebbero essere fatti interventi in laparoscopia perché danno meno complicanze rispetto allalaparotomia.


Stadio III e IV: siamo già in uno stadio localmente avanzato; va fatta una chemioterapia con carboplatino e paclitaxel.


In seconda linea, tra ifarmaci più utilizzati:ifofosfamide, oxaliplatino, doxorubicin  liposomiale, topotecan, docetaxel.

 

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