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BPCO- broncopneumopatia cronica ostruttiva


 

Generalità

 

La BPCO- broncopneumopatia cronica ostruttiva è una sindrome respiratoria che si sviluppa in soggetti adulti fumatori di solito dopo i 40 anni. La BPCO è caratterizzata da ostruzione bronchiale non reversibile, è dovuta in parte all’infiammazione e al rimodellamento delle vie aeree (bronchiolite) e in parte a perdita del ritmo elastico polmonare da distruzione del parenchima polmonare (enfisema). La dispnea ingravescente cronica è il sintomo principale della BPCO, che tuttavia può essere associata anche a tosse ed espettorato cronici, sintomi che identificano la presenza di bronchite cronica se presente per un periodo di 3 mesi all’anno e superiore a 2 anni. L’ostruzione bronchiale è in genere evolutiva e accompagnata da una risposta infiammatoria broncopolmonare cronica indotta dal fumo di sigaretta. Caratteristica  della BPCO  è che questa situazione, a differenza di quella presente nei pazienti con asma bronchiale non è completamente reversibile dopo la somministrazione di un broncodilatatore. Altra caratteristica della BPCO è la caduta nel tempo della funzionalità respiratoria. 

Epidemiologia

 

La BBCO è un problema di Sanità Pubblica livello mondiale, rappresenta una delle prime cause di morbilità e mortalità nel mondo. Mortalità e morbilità della BBCO variano in modo significativo nei diversi paesi, anche per le differenze nei criteri diagnostici. La prevalenza della BBCO è significativamente elevata nei fumatori, negli ex fumatori, nei soggetti di età superiore a 40 anni, nei maschi rispetto alle femmine. La BPCO è una delle più importanti cause di morte nella maggior parte dei paesi industrializzati. Questo aumento di mortalità è dovuto all’espansione dell’epidemia tabagica e ai cambiamenti demografici che si verifica nella maggior parte dei paesi, caratterizzate soprattutto all’aumento dell’età media. In Italia vengono attribuite a BPCO più 18.000 morti ogni anno. Attualmente la distribuzione della mortalità nella popolazione dimostra una predilezione per le fasce di età più avanzate e per il sesso maschile (con un rapporto 2-3 volte maggiore rispetto alle femmine) anche se negli ultimi anni vi è stata un’inversione di tendenza, con un aumento di mortalità per le donne, verosimilmente legata alla diversa abitudine al fumo di sigaretta. Nell’ultimo decennio infatti la mortalità nei due sessi è diventata simile.

Fattori di rischio

In italia, come nella maggior parte dei Paesi industrializzati, la BPCO è causata, nella quasi totalità dei casi, dal fumo di sigaretta. Altri fattori di rischio riconosciuti sono l’inquinamento domestico, l’esposizione lavorativa e l’inquinamento ambientale. Questi fattori, importanti soprattutto nei paesi in via di sviluppo, hanno un impatto molto minore rispetto al fumo di sigaretta.

 

Fumo di sigaretta

Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo di un’ ostruzione bronchiale cronica non reversibile e si osserva anche in un significativo numero di non fumatori, ma la patogenesi di queste forme non legate al fumo di sigaretta non è stata adeguatamente  studiata ed è probabilmente eterogenea. Le persone che fumano presentano più sintomi respiratori, un’accelerata caduta del VEMS (Volume Espiratorio Massimo). Smettere di fumare rallenta la caduta del VEMS quindi l’evoluzione della BPCO. I fumatori di sigaro presentano tasso di morbilità e mortalità  inferiori ai fumatori di sigaretta ma superiori rispetto  ai non fumatori. 

 

Esposizione professionale

 

L’esposizione professionale a polveri (inorganiche e organiche), gas o fumi aumenta il rischio di BPCO, sia indipendentemente sia in maniera sinergica con il fumo nei lavoratori esposti. I rischi più elevati si hanno per gli operatori dei settori agricolo, tessile, chimico, della carta, del legno e dei processi alimentari, ma soprattutto edile e metallurgico.

 

Predisposizione individuale

 

Nonostante sia noto che il rischio di contrarre la BPCO, dipenda essenzialmente dalla quantità, qualità e durata dell’esposizione al fumo, non tutti i fumatori sviluppano la malattia, suggerendo che altri fattori possano conferire una suscettibiltà individuale. Tra i fattori individuali, il deficit ereditario grave della alfa 1-antitripsina, uno dei principali e quello meglio documentato. E’ stato dimostrato che il deficit di alfa 1-antitripsina, determina la degenerazione del parenchima polmonare, conducente un quadro enfisematoso in giovane età anche in soggetti non fumatori. I parenti di primo grado di pazienti che presentano grave deficit  hanno un rischio aumentato di ammalarsi. Va però considerato che non tutti i pazienti con deficit genetico alfa 1-antitripsina  sviluppano necessariamente enfisema polmonare. 

Sintomi

 

I sintomi più frequenti nel paziente con BPCO sono:

  • dispnea
  • tosse
  • espettorato

La dispnea, descritta dai pazienti come “mancanza di respiro” o “fame d’aria”, costituisce il sintomo cardine della BPCO. Il motivo principale per il quale i pazienti richiedono l’intervento del medico. La dispnea è tipicamente progressiva e diviene sempre più invalidante con il graduale peggioramento della funzionalità respiratoria. Inizialmente si manifesta solo sotto sforzo (camminando, oppure salendo le scale) poi diventa costante e  costituisce la causa principale della limitazione allo svolgimento delle attività quotidiane (come per es. vestirsi e lavarsi). Infine è presente anche a  riposo e confina il paziente in casa.

La tosse cronica può costituire il primo sintomo in corso di BPCO. La tosse può manifestarsi prima saltuaria, poi divenire una malattia quotidiana di solito associata ad escreato ma occasionalmente può presentarsi come tosse secca.

Tosse ed escreato cronici possono procedere di anni lo sviluppo dell’ ostruzione bronchiale ma è anche vero che possono persistere per tutta la vita senza che si sviluppi bronco-ostruzione. Sebbene sintomi e l’ostruzione si sviluppino  in maniera graduale, in alcuni pazienti la malattia può avere un esordio acuto. In realtà si tratta di pazienti in cui la BPCO viene diagnosticata in occasione  di un episodio spesso associato a infezioni virali o batteriche, ma un’accurata anamnesi in queste occasioni dovrebbe permettere di rilevare la presenza di sintomi cronici esistenti da mesi o anni. I pazienti affetti da BPCO hanno ricorrenti episodi di riacutizzazione della sintomatologia respiratoria caratterizzata da aumento della tosse e/o escretao produttivo. Questi eventi, nella  maggior parte dei casi sono causati da infezioni respiratorie virali o batteriche o esposizione  ad agenti  inquinanti.

Diagnosi

la diagnosi clinica di BPCO va sempre presa in considerazione nei pazienti che si presentano con dispnea, tosse ed escreato cronici, in particolare se con un’ anamnesi positiva per fumo o esposizione inquinanti.

La diagnosi va comunque confermata con l’esame spirometrico. Un’anamnesi accurata deve indagare:

  • esposizione al fumo o a polvere e gas inquinanti presenti nell’ambiente di lavoro
  • analisi patologica remota, con particolare attenzione alle infezioni delle basse vie respiratorie contratte durante l’infanzia e a malattie dell’apparato respiratorio (per esempio storia di asma, allergia, sinusite l’eventuale familiarità per la BPCO)
  • riacutizzazione ed eventuali ricoveri in ospedale  per malattie respiratorie
  • la presenza dei sintomi caratteristici: dispnea, tosse cronica e loro evoluzione nel tempo.

Il medico dovrà indagare l’impatto della sintomatologia in relazione alle attività quotidiane chiedendo per esempio quale sia l’entità dello sforzo in seguito al quale compare di dispnea, così come l’eventuale presenza di comorbidità, i trattamenti farmacologici in atto e la sensazione di ansia e depressione.

 

Spirometria

La spirometria è l’esame fondamentale per per la diagnosi di BPCO in quanto permette di evidenziare l’ostruzione bronchiale. Si tratta di un esame indolore e viene eseguito con l’ausilio di uno strumento chiamato spirometro. L’indagine è molto semplice, per nulla fastidiosa e richiede la partecipazione da parte del paziente che deve eseguire delle manovre respiratorie mentre è collegato con la bocca allo spirometro. Lo spirometro misura la quantità di aria espirata e la velocità di espirazione.

Emogasanalisi (EGA) arteriosa permette di valutare lo stato degli scambi gassosi e di evidenziare l’eventuale presenza di insufficienza respiratoria, serve a misurare la quantità di ossigeno e di anidride carbonica presenti nel nostro sangue e il pH del sangue.

Test del cammino è un esame semplice e utile per valutare la tolleranza allo sforzo dei pazienti con BPCO durante un esercizio submassimale. Il test consiste nel far eseguire al paziente una marcia della durata complessiva di 6 minuti, eseguita  a ritmo sostenuto, misurando la distanza percorsa e il grado di dispnea all’inizio e al termine della prova e monitorando il livello di saturazione ossiemoglobinica.

Radiografia del torace: consente di individuare i segni di enfisema polmonare e per capire se i sintomi sono causati da altre patologie, come ad esempio gli addensamenti polmonari, l’ipertensione polmonare o le cardiopatie.

Esami del sangue, per la conta leucocitaria e per la ricerca di stati infettivi.

Trattamento

Smettere di fumare: è la misura più efficace per ridurre il rischio di sviluppare la BPCO, per rallentare la progressione, per ridurre la mortalità per BPCO e le concomitanti malattie croniche.

Terapia farmacologica: i farmaci al momento disponibili non sono in grado di ridurre la progressiva e patologica perdita della funzionalità respiratoria e la mortalità di questi pazienti.

Broncodilatatori: si somministrano sia come terapia regolare sia al bisogno. Sono i farmaci  di più frequente utilizzo nella BPCO e svolgono un ruolo centrale nel controllo dei sintomi​.

 

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(Bibl. Rugarli, Medicina Interna Sistematica, Ott.2017)

 

 

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