Scoliosi: cause, diagnosi e trattamento


 

 

 

Definizione

Il nome scoliosi deriva dal greco, che significa ricurvo. Si tratta di una deviazione laterale, sul piano frontale, permanente della colonna vertebrale, che si accompagna a rotazione delle vertebre di almeno 10°, sul piano assiale( quindi non si parla di scoliosi se e c’è una deviazione inferiore a 10°). Oltre ad avere una deviazione laterale, sul piano frontale, c’è una rotazione sul piano assiale, e deformità sul piano laterale. La scoliosi è una deformità tridimensionale.

Le scoliosi sono suddivise in:

• Strutturate


• Non strutturate ( non vere o paramorfismi o atteggiamenti).

 

Scoliosi non strutturate

 

Le scoliosi non strutturate o funzionali o atteggiamenti scoliotici sono deviazioni laterali sul piano frontale. Inoltre, rispetto a quelle vere, sono corrette grazie alla volontà del paziente, perché non c’è nessuna deformità dell’osso vertebrale.

Caratteristiche:

Assenza di alterazioni della struttura vertebrale (dal nome non strutturate);

La curva scompare nei radiogrammi in assenza di carico;

La curva è correggibile nei radiogrammi in bending laterale dal lato della convessità.

Le scoliosi non vere sono divise in:

Primitive: attitudine posturale globale;

Secondarie: dovute al compenso delle eterometrie degli arti inferiori o dolori da spasmo muscolare o altre patologie più o meno gravi nelle regioni vicine ai muscoli paravertebrali.

 

Scoliosi strutturali

Chiamate così perché le ossa si deformano. Sono scoliosi caratterizzate da deformità tridimensionale. Guardando la colonna vertebrale possiamo immaginarla come una scala a chiocciola, in cui le vertebre sono sovrapposte una sull’altra con una rotazione dei corpi vertebrali, uno sull’altro. Più è il grado di rotazione , più strutturata è la curva, maggiore sarà la rigidità di questa curva, diminuendo così la mobilità relativa alla possibilità di correzione.

 

Caratteristiche:

  • Alterazioni su 3 piani: frontale, sagittale, assiale;
  • Alterazioni morfologiche vertebrali;
  • Alterazione della mobilità del rachide;
  • Mancata correzione nei radiogrammi in posizione supina e in bending laterale;



La scoliosi più frequente è la scoliosi toracica destra (con paziente visto da dietro): oltre ad una deviazione laterale sul piano frontale, c’è una rotazione vertebrale e di tutto ciò ad esse collegato ( coste). Solitamente, se c’è una curva, ci saranno altre due curve di compenso. Se ad esempio c’è una curva toracica principale, al di sopra e al di sotto di essa, ci saranno due curve di compenso. Quando si devono misurare due o più curve, la vertebra di transizione (dove avviene il cambio di curva) è la vertebra che coincide con quella estrema sia della curva principale che della curva di compenso.

 

Eziologia:

  • Idiopatica (95%): a causa sconosciuta;
  • Neuromuscolare:

– Neuropatica (poliomelite, MMC)

– Miopatica (distretto muscolare)

  • Congenita: difetti di formazione o differenziazione presenti alla nascita;
  • Neurofibromatosi: con macchie caffè latte e condrofibromi;
  • Da cause diverse.

 

 

 

Scoliosi congenite:

Classificazione di Mac Ewan delle scoliosi congenite:

  • Difetti di formazione delle vertebre, che possono essere:

– Parziali :come ad es. la vertebra cuneiforme

-Completi: emivertebra

  • Difetti di segmentazione (la colonna origina dalla notocorda, per l’origine dei dermatomeri con difetti di segmentazione):

-Unilaterale:barra non segmentata

-Bilaterale: fusione

Forme non classificabili

 

 

Prognosi

La prognosi di scoliosi congenita dipende dalla quantità di difetti della vertebra. La sua evoluzione dipende:

  • dalla regione in cui si trovano le alterazioni: se ad es. si trovano su entrambi i lati (un cuneo a destra e uno sinistra) si compensano, e la scoliosi potrebbe non evolvere;
  • da quanti punti di crescita sono presenti: in un difetto di segmentazione, i tempi di crescita sono ostacolati. La prognosi più severa è caratterizzata da una concavità con difetti di segmentazione sulla convessità, vertebre cuneiformi, in cui permangono i centri di crescita: quindi la colonna cresce sulla convessità, ma non sulla concavità.



Scoliosi da cause diverse:

Eziologia:

  • Malattie del mesenchima (malattia di Marfan);
  • Malattie reumatiche;
  • Traumi della vertebra;
  • Osteocondrodisplasie (mucopolisaccaridosi);
  • Malattie metaboliche;
  • Tumori;
  • Infezioni;

 

Scoliosi idiopatiche

Ci sono cause multifattoriali: tra le teorie più accreditate, sembra che ci sia uno squilibrio tra la la crescita della colonna anteriore e posteriore.

  • Anteriore: costituita da corpi vertebrali e dischi
  • Posteriore: formata dai massicci articolari posteriori e legamenti posteriori. La colonna anteriormente inizia a crescere, mentre rimane accorciata posteriormente, determinando un inizio di rotazione dei corpi vertebrali.

 

Classificazione in base:

  • Età;
  • Topografia delle curve (sede delle curve)
  • Gravità in gradi di Cobb

Grado di strutturazione in base: all’età la scoliosi idiopatica ( 95%) si divide in:

  • Infantile( 0-3 anni)
  • Giovanile (3-10) anni
  • Dell’ adolescenza (oltre i 10 anni): più frequente nelle ragazze con un rapporto di circa 10:1.

In base alla topografia: la classificazione topografica avviene in base alla localizzazione della vertebra apice (in ogni curva ci sono 2 vertebre poste alle due estremità, ed una vertebra apice, posta a metà della curva, che presenta il maggior grado di deformazione valutato su un radiogramma del rachide in toto, in ortostatismo, considerando l’entità della rotazione della distanza della vertebra dall’ asse longitudinale.

  • Curve cervicali
  • Curve cervico-toraciche
  • Curve toraciche
  • Curve lombari
  • Curve lombo-sacrali

 

Metodo di Cobb

 

 

Questo metodo permette la misurazione dell’angolo di Cobb che è espressione della gravità della scoliosi, tramite il calcolo del grado di inclinazione della curva scoliotica (più deviata e più ruotata), e ciò, permette di guidare nella strategia terapeutica.

La gravità in grado di Cobb è valutata in base al grado di curvatura laterale del rachide in un RX in toto ortostatismo, secondo il metodo di Cobb.

Il metodo di Cobb misura i valori angolari della scoliosi:

  • Fino a 20°: piccola entità
  • Oltre i 40° di media entità
  • Oltre i 50° trattamento chirurgico.

Non basta solo l’angolo di Cobb a diagnosticare la gravità di una scoliosi, possiamo trovare un angolo di 40°, ma con una rotazione uguale a 0°, non evolutiva, senza trattamento chirurgico.

 

 

Diagnosi

Da un punto di vista clinico, si possono notare delle alterazioni quando il paziente si inclina in avanti. Misurando la deviazione tramite uno scoliometro, si evidenzia un gibbo (termine utilizzato per indicare una curvatura toracica, mentre a livello lombare si parla di prominnza), indizio di evolutività della curva, ed è tipica dell’ adolescenza. Dopo la prima visita è richiesta una radiografia RM (se la curva è a sinistra, bisogna fare ulteriori esami). La scoliosi è una deviazione sulla linea mediana, riconosciuta con un filo di piombo posto sulla C 7 che dovrebbe cadere nel solco inter-gluteo, in questo caso, spostato di 2 cm sulla destra, con asimmetria sui fianchi, detti triangoli della taglia e con differente altezza delle spalle ( quella di destra più alta di quella di sinistra).


Trattamento conservativo e chirurgico

 

 

 

 

Per trattamento conservativo si intende tutta quella serie di presidi e modalità terapeutiche (ortesi) non chirurgiche impiegate nella cura della scoliosi idiopatica. Il trattamento ortesico ha l’obiettivo di bloccare il processo evolutivo della scoliosi, se il grado di rotazione è tra i 20° e 40° (scoliosi di media entità). Oltre i 40° i busti ortopedici hanno poco significato. In passato venivano usati nel post-operatorio, funzione che ora è stata dismessa.

Principali tipi di corsetti (o busti):

  • Milwoukee (nome preso da una cittadina statunitense) è indicato per le scoliosi alte, scoliosi cervicali, cervico-dorsali, meno indicato nelle scoliosi dorsali. Tende a sfruttare quello che l’individuo può fare. L’appoggio sottomentoniero stimola il soggetto a sfuggire al busto che l’ostacola e nel frattempo corregge la curva.
  • Lionese (preso dal nome della cittadina francese) indicato per scoliosi basse: scoliosi toraciche e toraco-lombari. Non fa peggiorare la curva scoliotica e mantiene la parte dinamica del soggetto, permettendogli dei movimenti, tanto da fare attività fisica con il busto.
  • Boston (nome preso da una cittadina statunitense): indicati per scoliosi basse, scoliosi toraco-lombari e lombari.​I ragazzi affetti da scoliosi non accettano volentieri il corsetto, o almeno pretendono che entri nella loro vita ma non la stravolga. I ragazzi vogliono che sia invisibile. E’ compito del medico spiegare loro i progressi effettuati in questo campo e l’importanza che ne riveste l’uso. Accettarlo aiuta a vivere meglio questo periodo, spiegare loro che si può fare tutto normalmente, che muoversi fa bene e aiuta. I ragazzi che lo accettano vivono meglio e fanno più progressi rispetto a coloro che si chiudono e non accettano la situazione. Chi non lo accetta e non lo porta dovrà fare i conti in futuro peggiorando la situazione. Il problema è la scoliosi che dura tutta la vita o il busto che dura solo qualche tempo e si vede solo con i vestiti attillati? Questo è il punto fondamentale da far capire loro.

Trattamento chirurgico

 

 

 

L ‘obiettivo del metodo chirurgico è la stabilizzazione vertebrale con barre e viti, riducendo così la curva scoliotica. Il primo chirurgo a migliorare la curva scoliotica in un campo operatorio è stato Harrington, mettendo degli uncini all’altezza delle vertebre estreme, rispetto alla curva scoliotica. Aveva un’azione nell’ elongazione della colonna, ma poco nella derotazione. Successivamente si capì che era necessario anche roteare la vertebra, portando il processo spinoso sul piano mediano. Il primo a capire questo fu Luke, un chirurgo che aveva usato il metodo Harrington, associato a fili metallici fatti passare al di sotto delle lamine, tentando di fare roteare le vertebre. Queste sbarre e fili metallici erano posti dal lato della concavità della curva. Successivamente sono state associate anche le viti, con le quali si ottiene una forza maggiore con una presa maggiore, perché penetrano nel corpo vertebrale.


La chirurgia ha un grosso limite: la funzione respiratoria, con il tempo viene limitata, insieme al movimento, soprattutto in corrispondenza delle curve più grandi, tutto lo sforzo della colonna si riversa sui metameri metameri non artodesizzati. Nella chirurgia, quello che si deve ottenere è di fondere le varie vertebre nella posizione corretta, cioè artrodesizzare le vertebre facendo formare del tessuto osseo tra una vertebra e l’altra.

 

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Le informazioni contenute in questo sito hanno esclusivamente scopo informativo e in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Le informazioni condivise non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti.

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