SALUTE

Tachicardia sinusale



 

Grafico della registrazione ECG digitale (l'elettrocardiografo - Foto stock royalty-free di Tachicardia

Definizione

Per tachicardia si intende, in generale, un ritmo con una frequenza cardiaca superiore o uguale a 100 bpm. La tachicardia sinusale è caratterizzata da una sequenza ritmica di battiti con frequenza ≥ 100/ min che partono, come di norma dal nodo del seno e danno luogo a una normale successione dell’onda di attivazione elettrica  del cuore.

Eziologia

La tachicardia sinusale, in genere, rappresenta semplicemente una risposta normale a condizioni fisiologiche come:

  • Sforzo fisico, emozione, digestione di pasti abbondanti.
  • Farmaci: adrenalina e altri simpaticomimetici, atropina, nitriti e altri vasodilatatori, neurolettici, antidepressivi, ormoni tiroidei.
  • Caffè  e tè forte,tabacco, alcool.
  • Disturbi cardiovascolari: insufficienza cardiaca, miocardite, stato di shock, astenia neurocircolatoria.
  • Febbre e malattie infettive.
  • Ipotiroidismo, anemia, ipossia.



Sintomi

La tachicardia sinusale supera raramente 180 battiti al minuto. Mentre le tachicardie parossistiche non sinusali sono spesso di una regolarità assoluta, la tachicardia sinusale presenta piccole variazioni da un minuto all’altro. Essa è rallentata dalla posizione distesa, dalla manovra di Valsalva, dalla compressione del seno carotideo.

Diagnosi

All’ ECG C la tachicardia sinusale si presenta come una successione regolare di onde P di morfologia normale, seguita regolarmente dal QRS. La tachicardia sinusale insorge e termina di solito in modo graduale, senza quelle variazioni repentine della frequenza cardiaca che sono, viceversa tipiche delle tachicardie ectopiche. All’auscultazione il medico avverte toni frequenti, leggermente variabili con gli atti del respiro; spesso l’intensità dei toni è ridotta quando la tachicardia è secondaria a scompenso cardiaco. In questo caso sono in genere presenti anche altri segni di scompenso.



Terapia

Non è necessaria una terapia specifica, se non quella di individuare e curare eventuali patologie che ne sono causa. Le forme secondarie all’emotività o all’ipertiroidismo sono rallentate dai beta-bloccanti.

 

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