Allergia: che cos’è e quali sono i sintomi

Che cos’è l’allergia?

L’allergia è provocata da un un’abnorme attività del sistema immunitario nei confronti di antigeni (allergeni) naturali, solitamente glicoproteine, oppure molecole sintetiche (farmaci e altre sostanze chimiche di vario uso), innocui per i soggetti sani, a cui l’organismo viene esposto con diverse modalità: per inalazione, ingestione,  inoculazione, contatto cutaneo e/o mucoso. La sintomatologia può manifestarsi a qualsiasi età, con quadri clinici gravi e potenzialmente letali (per esempio, shock anafilattico, asma grave),producendo un notevole impatto sia sulla qualità della vita sia a livello socio-economico.  Le sindromi allergiche sono notevolmente frequenti ed in continuo aumento, probabilmente in rapporto alle modificazioni qualitative e quantitative di numerosi fattori ambientali verificatesi negli ultimi decenni. Infatti risulta notevolmente aumentato il numero delle sostanze allergeniche, molte delle quali non esistenti in natura. Le intolleranze alimentari e le intossicazioni alimentari sono condizioni diverse dalle allergie.

 




 

 

Allergia: manifestazioni cliniche

Il quadro clinico è caratterizzato da:

In teoria, qualsiasi allergene può innescare una reazione anafilattica ma nella maggior parte dei casi si tratta di sostanze proteiche (antisieri, ormoni, derivati del polline), di veleno di imenotteri, alimenti, farmaci soprattutto antibiotici o mezzi di contrasto.

Quali fattori favoriscono l’insorgenza di allergia?

La differente espressione clinica dell’allergia (fenotipo) è determinata dalle complesse interazioni fra ambiente in cui viviamo, ricco di potenziali fattori scatenanti (inquinamento atmosferico, agenti infettivi, variazioni climatiche che influenzano la concentrazione atmosferica di potenziali allergeni, stile di vita) e caratteristiche genetiche di ciascun essere umano, che condizionano in vari livelli la risposta immune sia innata sia acquisita e determinano il fenotipo Th2 allergico. Le diverse modalità con cui sistema immunitario si attiva in risposta a uno stimolo antigenico potenzialmente allergenico sono influenzate da tre ordini di fattori:

  • Legati alle caratteristiche dell’ allergene
  • Legati alle caratteristiche dell’ospite
  • Fattori ambientali




Allergia: come si fa la diagnosi?

L’iter diagnostico si fonda principalmente su un’accurata raccolta dell’anamnesi, volta a individuare i diversi fattori.

Tipo di manifestazione clinica:

  • Allergia respiratoria: oculorinite (processo infiammatorio, per lo più catarrale, a carico della congiuntiva e della mucosa delle fosse nasali) e/o asma allergico.
  • Dermatiti allergiche: dalla più comune di orticaria semplice o associata ad angioedema, solitamente IgE mediata, a  dermatiti di tipo maculo- papuloso vasculitico ( da immunocomplessi tipo III) o eczemi da contatto, dermatite atopica, fino i quadri più temibili delle dermatite esfoliativa indotte da farmaci, a patogenesi cellulo- mediata (tipo IV).
  • Shock anafilattico: la più grave manifestazione dell’allergia, con interessamento sistema sistemico multiorgano.
  • Circostanze in cui si è verificata: se vi è correlazione tra la comparsa dei sintomi e l’ingestione di alimenti o farmaci o l’esposizione ad allergeni ambientali (per esempio sintomi che compaiono solo in determinate stagioni fanno pensare a un allergia a pollini oppure la somministrazione di farmaci ecc..)
  • Allergene responsabile: non sempre il paziente riesce a individuare con precisione la sostanza implicata, soprattutto se si tratta di alimenti farmaci, quando il paziente ne assume più di uno contemporaneamente.
  • Fattori predisponenti e comorbilità: per esempio i pazienti ipertesi o cardiopatici che assumono ACE-inibitori sono maggiormente esposti al rischio di angioedema; i soggetti affetti da malattie linfoproliferative, i pazienti HIV positivi, di soggetti affetti da mastocitosi sistemica sviluppano più facilmente reazione allergica a farmaci.

Raccogliere informazioni sull’ ambiente in cui vive e il lavora il paziente e relativa esposizione a potenziali allergeni (animali domestici, sostanze presenti nell’ambiente di lavoro, come per esempio il lattice, abitudini di vita, alimentazione, uso o abuso di farmaci ecc.)




Prick test

Il  Prick test è il test più semplice ed economico per la diagnostica dell’ allergia da inalanti e alimenti di tipo I, ovvero a  patogenesi IgE mediata. Si applica una goccia  di soluzione contenente l’estratto allegenico  purificato su cute sana, quindi si punge (prick)  mediante apposita lancetta dotata di una punta di 1 mm di lunghezza, per far penetrare la quantità minima di allergene, sufficiente a stimolare una risposta allergica locale; se  il test è positivo, nel giro di alcuni minuti compare un piccolo rigonfiamento pruriginoso (simile a una puntura di zanzara), nel punto in cui è stato applicato l’allergene.

Alex test 

Alex2 (Allergy Explorer) è il primo test in vitro che consente, da un semplice  prelievo di sangue,  verificare se si è affetti da una o più tra quasi 300 allergie respiratorie e alimentari. Alex test  è in grado di identificare non solo la fonte allergica (pollini, acari, alimenti), ma anche la proteina allergenica specifica (“allergene molecolare”).

 Patch test

Il  patch test è un esame utilizzato per la diagnosi delle reazioni allergiche da contatto. Serve per diagnosticare una dermatite da contatto: irritazioni cutanee e/o prurito in sede di esposizione a diverse sostanze come metalli, tessuti, cosmetici.

Trattamento 

Per alleviare i sintomi dell’allergia si ricorre ai  farmaci antistaminici e cortisonici. Questi farmaci non agiscono sulla causa della malattia allergica, ma solo sui sintomi. Quindi il trattamento dovrà essere ripetuto ciclicamente, poiché ad ogni nuovo incontro con l’allergene, si ripresenterà la reazione allergica. Gli antistaminici hanno lo scopo di attenuare i sintomi causati dagli allergeni a carico delle mucose e della pelle. I cortisonici sono farmaci sintomatici il cui effetto è quello di attenuare la reazione infiammatoria di tipo allergico. Per combattere la causa si ricorre alla desensibilizzazione (immunoterapia specifica) che deve essere effettuata per un periodo di almeno 3 anni consecutivi.

 




 

 

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