SALUTE

Tripanosomiasi africana-Malattia del sonno

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Malattia del sonno africana trasmessa dalla puntura della mosca tse-tse
Tripanosomiasi: malattia del sonno




Che cos’è la triposomiasi?

La tripanosomiasi africana o malattia del sonno è una parssitosi da protozoi del genere Trypanosoma brucei, trasmessa dalla mosca tse-tse, caratterizzata da una febbre irregolare,  adenopatie e disturbi nervosi che possono andare fino allo stato letargico.

 

Eziologia

Gli agenti patogeni sono emoflagellati, di 15-30 micron di lunghezza, che si moltiplicano per divisione longitudinale e secernono una endotossina.

  1. Trypanosoma brucei gambiense:trasmesso da una mosca idrofila, “Glossina palpalis” in Asia occidentale e centrale, soprattutto lungo i fiumi.
  2. Trypanosoma brucei rhodesiense:trasmesso da “Glossina morsitans” nella savana dell’Africa occidentale e intorno al Lago Vittoria.

Un’altra forma di tripanosomiasi si verifica principalmente in America Latina ed è conosciuta come tripanosomiasi Americana o malattia di Chagas.

Epidemiologia

La tripanosomiasi africana è diffusa esclusivamente nelle aree dove è presente il vettore (la mosca tse-tse) appartenente alla specieGlossina. La malattia è endemica in circa 200 focolai in 36 Paesi dell’Africa subsahariana in un’area di circa 10 milioni di km² ( un terzo del continente africano) dove coesistono il vettore, il parassita e gli ospiti naturali.

Trypanosoma brucei gambienseè diffuso in Africa centrale e occidentale nelle zone umide vicino ai corsi d’acqua e laghi dove il vettore èGlossina palpalis.

Trypanosoma brucei rhodesienseè endemico nelle regioni orientali e sud-orientali dell’Africa associate alla savana e viene trasmesso daGlossina morstans.A differenza diT. brucei gambienseche riconosce un serbatoio umano,T. b. rhodesiense,è una zoonosi con un serbatoio animale sia domestico (bovini, ovini)  sia selvatico carnivori. Il ciclo di maturazione del parassita nell’insetto vettore richiede circa 3-4 settimane e si conclude con la formazione dello stadio metaciclico infettivo nel lume delle ghiandole salivari della mosca tse-tse.

 




Quali sono i sintomi della tripanosomiasi?

Il quadro clinico varia a seconda della specie di tripanosoma coinvolta. Nell’infezione daT.b. gambiense, dopo un periodo di incubazione di circa 2-3 settimane insorge febbre che si presenta a cicli irregolari, di durata variabile (da uno a qualche giorno), accompagnata da sintomi aspecifici (cefalea, mialgie, astenia, malessere generale) e dalinfoadenopatia.In particolare si osserva in più dell’ 80% dei casi un ingrandimento dei linfonodi cervicali posteriori (segno di Winterbottom). In questa fase è inoltre possibile rilevareedema transitorio al volto epruritooltre un quadro di graveanemia.L’invasione del sistema nervoso centrale che caratterizza il II stadio di malattia porta a un progressivo deterioramento dello stato mentale fino al coma. Lacefaleadiviene costante e poco responsiva agli analgesici e si accompagna a disturbi del linguaggio.Tremoridi tipo simileparkinsoniano e quadri di psicosi acuta (delirio,allucinazioni,comportamento aggressivo, apatia).

Il coinvolgimento delle aree deputate al controllo del sonno è responsabile delle alterazioni del ciclo sonno-veglia che hanno fatto dare un nome alla malattia. L’inversione del ritmo nictemerale e il frequente esordio di episodi di sonno REM caratterizzano questa fase. Sono inoltre usualiprurito generalizzato, importante calo ponderale e la comparsa di lesioni da decubito. Le alterazioni neurologiche indotte daT.b. gambiensesono considerate reversibili anche dopo lungo tempo nei pazienti sottoposti a terapia ma senza trattamento il paziente evolve verso il coma che conduce alla morte.

La tripanosomiasi indotta da Trypanosoma brucei rhodesiense esordisce  dopo un periodo di incubazione di 5- 15 giorni spesso con la comparsa della tipica lesione cutanea (tripanoma) nella sede di inoculo dei parassiti. La lesione si presenta come unapapula eritematosa, dura e dolente di 2-5 cm di diametro;può andare incontro a ulcerazione e guarisce in genere nel volgere di 2-3 settimane. Lafebbre elevatapuò simulare un attacco malarico acuto e si accompagna al linfoadenopatia generalizzata anche se il segno diWinterbottomin questi casi spesso è assente.

Nei viaggiatori e negli espatriati, rispetto alla popolazione autoctona, si può osservare un esantema maculopapulare. Sono inoltre frequenti e clinicamente rilevanti le manifestazioni cliniche:tachicardia(non correlata alla febbre), aritmie, segni dimiocarditeconscompenso cardiaco acutoche possono portare a morte prima dell’insorgenza dei sintomi neurologici. Il coinvolgimento a carico del sistema nervoso centrale è simile a quello per la forma dagambiensema a insorgenza ed evoluzione più rapida.

 

Tripanosomiasi:diagnosi

  1. Anamnesi di soggiorno in zona endemica. 
  2. Infiammazione nella sede della puntura dellamosca tse-tse.
  3. Sindrome tossinfettiva, tachicardia elevata, adenopatia, epatosplenomegalia.
  4. Insonnia, apatia, sonnolenza.
  5. Diagnosi confermata dalla ricerca del tripanosoma nel sangue e nel liquido cefalorachidiano.

 

 




Terapia per la cura della tripanosomiasi

Il trattamento della tripanosomiasi africana è dipendente dalla specie in causa e dallo stadio della malattia. Per la formagambiensesi impiegano lapentamidinanel I stadio e l’eflornitinanel II stadio. La terapia della formarhodesiense e si basa sull’utilizzo dei due farmaci associati a maggiore tossicità lasuraminaI stadio  inmelarsoprolnel II stadio. Quest’ultimo contiene arsenico che può indurre un’encefalopatia letale.

 

Prevenzione 

Si basa sul riconoscimento dei casi, il loro trattamento e sull’eliminazione del vettore. Non sono disponibili vaccini e la chemioprofilassi non è raccomandata per la tossicità dei farmaci disponibili.

 




 

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